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	<title> Ostetrica Giulia Andrenacci &#187; Racconti</title>
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	<description>La TUA ostetrica di fiducia sul territorio</description>
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		<title>Il parto in casa di Dilma</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 07:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12772926_1665040260413583_93963533_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1689 aligncenter" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12772926_1665040260413583_93963533_o-300x300.jpg" alt="12772926_1665040260413583_93963533_o" width="300" height="300" /></a><a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12765554_1665040277080248_1889350796_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1688 alignleft" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12765554_1665040277080248_1889350796_o-300x300.jpg" alt="12765554_1665040277080248_1889350796_o" width="300" height="300" /></a>  23 agosto&#8230; ore 05:00 del mattino&#8230; sono a 40+4.<br />
Mi alzo come al solito per andare a fare l&#8217;ennesima pipì.<br />
Mentre mi asciugo trovo sulla carta del muco striato di sangue.<br />
Tra me e me penso: &#8220;Sarà sto benedetto tappo che si è finalmente deciso a venir fuori!!!&#8221;.<br />
Abbastanza euforica torno in camera da letto e faccio al mio compagno: &#8220;Amore, credo di aver perso il tappo!&#8221; &#8230; lui mugugna qualche cosa e si gira dall&#8217;altra parte continuando a dormire ( -.- ) allora mi sdraio di nuovo anche io dicendomi che dormire un altro pò male non mi avrebbe fatto! Passano neanche dieci minuti che mi sento come se mi stessi perdendo qualcosa: mi<a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12773344_1665040223746920_1732426479_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1691 alignright" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12773344_1665040223746920_1732426479_o-169x300.jpg" alt="12773344_1665040223746920_1732426479_o" width="169" height="300" /></a> alzo di scatto e faccio al mio compagno &#8220;Emme, io mi sto proprio perdendo qualcosa!&#8221;; mi tiro su per andare in bagno e non faccio neanche due passi che comincio a perdere liquidi&#8230; Sacco rotto. Il mio compagno decide che forse è il caso di alzarsi!<br />
Io nel frattempo chiamo l&#8217;ostetrica (dispiaciutissima per l&#8217;orario del cavolo!!!) che mi dice che sì, ho rotto il sacco e che lei sarebbe arrivata tra poco. Sono le 05:30: mi sento euforica. Nel frattempo cominciano le contrazioni, una ogni dieci minuti più o meno: eccoli qui i famosi prodromi!!!! <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/ostetrica.giulia" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=100007228740321">Giulia</a>, l&#8217; ostetrica, arriva più o meno un&#8217;ora dopo. Le faccio vedere le perdite: acque tinte, ma niente panico: il mio angelo ostetrico prende il macchinario per il monitoraggio, me lo attacca alla pancia e sentiamo il cuoricino di Damiano battere&#8230; forte&#8230; regolare&#8230; senza nessun tipo di sofferenza. Fa il tracciato: è perfetto, possiamo rimanere a casa. Da questo momento smetto di prendere il tempo alle contrazioni e mi abbandono al mio corpo. Accendiamo la musica&#8230; incenso e candele. Di mangiare non mi passa minimamente neanche per l&#8217;anticamera del cervello. Il mio compagno mi è accanto, mi massaggia ad ogni contrazione&#8230;<a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12773170_1665040243746918_345020348_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1690 alignleft" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12773170_1665040243746918_345020348_o-240x300.jpg" alt="12773170_1665040243746918_345020348_o" width="240" height="300" /></a> mi carezza.<br />
Io sto in piedi, dondolo, vocalizzo, respiro. Poi mi siedo sulla palla, faccio cerchi con il bacino. Mi sdraio sul divano, mi addormento. Torniamo a sentire il battito del piccolino: un treno! Passano le ore&#8230; si avvicina l&#8217;ora del pranzo. Arriva il mio secondo angelo ostetrico, <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/enrica.creanza" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1268324162">Enrica</a>.<br />
Passa il tempo, tra una contrazione e l&#8217;altra: cominciano a farsi più intense, più dolorose&#8230; Enrica mi sussurra che è arrivato il momento di far nascere Damiano, di cominciare il travaglio ed io penso: &#8220;e fino a sto momento che cavolo era tutto sto dolore!?!&#8221; ( Maledetti prodromi!!!) Ahahahahahahaha! <i class="_4-k1 img sp_fM-mz8spZ1b sx_0d5374"><u>Emoticon kiki</u></i> Mi alzo in piedi e riprendo a dondolare. A turno sento mani calde, delicate, dolci che accompagnano i miei movimenti, che assecondano il mio corpo. È arrivato il momento di entrare in acqua: calda. La sensazione è da subito meravigliosa. Il dolore si allevia.<br />
Comincio a sentire una sensazione di spingere, una pressione&#8230; ad ogni contrazione mi sforzo, mi contraggo&#8230; urlo&#8230;<br />
Passano le ore&#8230; comincia a fare sera&#8230; Io sono esausta. Per la testa comincia a passarmi di tutto: non riesco più a sopportare i dolori, non so che posizione assumere, l&#8217;acqua non mi aiuta più.<br />
Anche il mio compagno si è demoralizzato, non capisce che succede&#8230; non capiamo.<br />
Poi di nuovo loro, mi sussurrano, mi parlano con dolcezza.<a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12755203_1665040237080252_817505419_o.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1687 alignright" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/12755203_1665040237080252_817505419_o-169x300.jpg" alt="12755203_1665040237080252_817505419_o" width="169" height="300" /></a><br />
Mi chiedono se mi possono visitare: lo fanno piano.<br />
Mi dicono che Damiano è sceso, ma che ha la testa un pochino inclinata da un lato&#8230; che solo le contrazioni la faranno raddrizzare.<br />
Mi invitano ad uscire dall&#8217;acqua&#8230; a riprender confidenza con il mio corpo&#8230; a lasciarmi andare&#8230; a non contrastare il dolore&#8230; a sgombrare la mente da tutti i pensieri negativi che la stavano affollando.<br />
Decido di andare a sdraiarmi, in camera da letto, abbracciata al mio uomo. Comincio a focalizzare i miei pensieri su Damiano, ad ogni contrazioni mi immaginavo di vederlo ruotare&#8230;<br />
E sul letto, come per magia, mi addormento: il mio corpo e la mia mente vanno in stand-by. Mi viene concesso del tempo per riprendermi.<br />
Dormo per una buona 20ina di minuti&#8230;abbracciata a Marco.<br />
Ed eccole, finalmente, le contrazioni giuste: sensazioni di spingere incontrollabili!!!!<br />
Urlo. Il corpo ormai va da solo, controllarlo è inutile ed impossibile.<br />
Da quel momento ho solo ricordi confusi: vedo i miei due angeli materializzarsi al mio fianco, la luce soffusa, il mio compagno, le spinte&#8230; Urlo ancora&#8230; che fatica&#8230; eccolo&#8230; Damiano&#8230; la sua testa&#8230; allungo una mano e la accarezzo, tra le mie cosce. Ancora un urlo: forte ed infinito. lo sento venire al mondo! Me lo poggiano sul seno: è rosa&#8230; tossisce&#8230; qualche lamento&#8230; è bellissimo. Mi giro verso Marco e vedo i suoi occhi lucidi: eccolo l&#8217;Amore di mamma e di papà&#8230; sono le 00:04 del 24 agosto. Il nostro viaggio è durato in tutto 17 ore. Il cuoricino di Damiano Maria non è mai andato in sofferenza: quando i battiti hanno cominciato a rallentare lui ha deciso che era il momento di conoscere la mamma ed il papà e tempo 10 minuti è nato. Il cordone è rimasto attac<a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/11887927_1613199068931036_4898689182810914077_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1679 alignright" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2016/02/11887927_1613199068931036_4898689182810914077_n-300x169.jpg" alt="11887927_1613199068931036_4898689182810914077_n" width="300" height="169" /></a>cato alla placenta fino al giorno dopo nutrendolo e proteggendolo ancora per un pò. Il mio parto è stato lungo e doloroso, ma allo stesso tempo intenso ed inaspettato. Il mio corpo e la mia mente alla fine ce l&#8217;hanno fatta! Lo rifarei&#8230; mille altre volte ancora&#8230; però magari non subito eh! Ahahahahaha!&#8221;</p>
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		<title>Il Vbac in casa di Sarah</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 16:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La data presunta era il 13 aprile. Uh oh, venerdi&#8217; 13! Non mi piaceva soprattutto dopo aver lavorato sui film horror e visto scene di rabbia di un certo noto regista e poi, “ah ecco perche&#8217;, oggi e&#8217; venerdi&#8217; 13” e se ne ando&#8217; a casa.. Anyway, ho chiesto alla mia bimba Marianna di 3 ... <a class="more-link" href="https://www.ostetricagiulia.it/il-vbac-casa-di-sarah/">[Read more...]</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">La data presunta era il 13 aprile. Uh oh, venerdi&#8217; 13! Non mi piaceva soprattutto</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">dopo aver lavorato sui film horror e visto scene di rabbia di un certo noto regista e poi, “ah ecco perche&#8217;, oggi e&#8217; venerdi&#8217; 13” e se ne ando&#8217; a casa.. Anyway, ho chiesto alla mia bimba Marianna di 3 anni e mezzo, “quando arriva il frattellino secondo te?” “Quando viene nonna”.</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Il 12 aprile casa era finalmente pronta</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">dopo un lungo trasloco, la borsa pronta per l&#8217;ospedale, una data con un cesareo prenotato per il 18 che non volevo raggiungere o andare a fare. Appena arrivata mia mamma dall&#8217;Irlanda il 12 sera alle 21:30, stiamo per mangiare quando mi alzo di corsa dopo un po&#8217; di doloretti, sempre un po&#8217; peggio, e si rompono le acque. Penso. I dolori intensificano e fra un po&#8217; arriva la mia ostetrica. “Ci siamo per davvero” disse, un po&#8217; sorpresa. Non avevo idea cosa aspettarmi come tempi e dolori. Con la prima era un cesareo a 37 settimane e niente travaglio. Poi tutte raccontano cose diverse&#8230;</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Nel giro di poco ero a 6 cm</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">di dilatazione,</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">poi mi e&#8217; venuta la brillante idea di rimanere a casa. Non c’è</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">voluto molto</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">a convincere la mia ostetrica ma non avevo idea di</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">cosa comportasse (cercava disperatamente qualcuno al telefono per portarle</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">la</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">sua borsa degli attrezzi). Sapevo solo che non volevo mettermi in macchina e attraversare la citta&#8217;. Intanto vado avanti per conto mio con le contrazioni, per terra a carponi, gamba sulla spalla della mia ostetrica, urli di dolore, o “esercizi di yoga”,</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">come disse</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">mia mamma a Marianna. Ops. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">La mia bimba mi diede un bacio</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">prima di andare a nanna. Il papa&#8217; si divideva fra fare l&#8217;assistente, “portarmi tutti</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">gli</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">asciugamani della casa” e cantare la ninna nanna alla piccola e portarmi un secchio per vomitare. La mano della mia ostetrica che mi massaggiava la schiena e cantava “aaah” e i baci dell’</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">amore mio mi calmavano. Spingo, accorvaciata, poi sul water, la mia ostetrica a controllare il battito, la testa del bimbo, torno in camera. Il fidanzato della mia ostetrica era arrivato qualche minuto prima con la borsa degli</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">attrezzi. Ero abbracciata all’</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">amore mio, in piedi, ballando da un piede al altro quando grido “he&#8217;s coming!”. Corre la mia ostetrica e lo raccoglie. Un bel bimbo, (3.9 chili) pieno di capelli! Wow! </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Sangue dappertutto, mi sdraio, strappano una bottiglia di vino e voila&#8217;! Ce l&#8217;abbiamo</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">fatta! Che bel lavoro di squadra. La mia povera mamma era spaventata dagli urli, il sangue, ma ha visto uscire suo nipotino, nonche&#8217; pulito tutto il sangue dopo! Per una volta tutto il sangue non faceva parte di un film horror, ma</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">di</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">una bellissima scena d&#8217;amore, e il bimbo e&#8217; nato il 12 aprile alle 23:57! Mi ero lacerata, e la mia ostetrica mi ha dato due possibilità, o punti, o stare ferma al letto per cinque giorni, a parte andare in bagno e per mangiare. Sto al letto! Niente punti e si è guarito benissimo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Marianna si era svegliata alle 4 di notte e abbiamo dormito tutti quattro nel lettone, stanchi ma felicissimi! E&#8217; stata un&#8217;esperienza davvero speciale e in qualche modo ha cancellato il dolore e il</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">trauma che ho subito con la prima nascita. Un grazie dal cuore alle donne forti</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">e ottimiste che mi hanno seguito e incoraggiata con il vbac – la mia mitica Ostetrica,  l&#8217;osteopata con le mani magiche, e l&#8217;insegnante di yoga.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Ieri Marianna mi fa, “mammy, ti volevo chiedere.. ma tu hai spinto o il bambino ha fatto plop?”</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">Tutti e due, io</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: sans-serif, Arial;"><span style="font-size: small;">ho spinto e lui ha fatto plop”. Era cosi&#8217; facile <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span></span></span></p>
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		<title>Il parto in casa di Daniela</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 13:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Non passa giorno che io non pensi al mio giorno più bello…. Quello della mia nascita…. Quando all’improvviso, tutto è cominciato, non sapevo che cosa sarebbe accaduto, ma non importava… non avevo bisogno di saperlo.. immersa in uno strano oblio, sentivo dentro ed intorno serenità, coraggio, forza, fiducia, orgoglio, e la potenza di milioni di ... <a class="more-link" href="https://www.ostetricagiulia.it/il-parto-casa-di-daniela/">[Read more...]</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><i>Non passa giorno che io non pensi al mio giorno più bello…. Quello della mia nascita…. Quando all’improvviso, tutto è cominciato, non sapevo che cosa sarebbe accaduto, ma non importava… non avevo bisogno di saperlo.. immersa in uno strano oblio, sentivo dentro ed intorno serenità, coraggio, forza, fiducia, orgoglio, e la potenza di milioni di nascite prima di me che mi guidava minuto per minuto e rivelava pian piano il senso di ciò che stava avvenendo… non ho mai avuto fretta, non ho mai avuto paura… perché voi eravate lì per me… il vostro tempo per me… il vostro incoraggiamento per me… il vostro sapere antico.. la vostra energia… solo per me.. e poi finalmente, nel silenzio, nel calore, nella penombra mi avete accolta…. sono nata.. sono mamma…</i></p>
<p align="CENTER"><span style="text-decoration: underline;">“<i><b>Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre. Lei non è mai esistita prima. Esisteva la donna, ma la madre mai. Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.” (Osho)</b></i></span></p>
<p align="JUSTIFY">…ed io non smetterò mai di ringraziarvi per avermi fatto questo regalo…. per aver accolto me e Bianca allo stesso modo… con la stessa importanza, la stessa considerazione.. troppo spesso la donna viene considerata un mero “operatore” che <span style="text-decoration: underline;">deve</span> far nascere questo bambino… ad ogni costo… in fretta…. non importa come e dove… senza rispetto.. come se il bambino fosse qualcosa di estraneo a lei…. io e Bianca siamo nate insieme.. con i nostri tempi, tempi che solo noi conoscevamo e che ci dettavamo a vicenda, io aiutavo lei e lei aiutava me; mi chiedo come si possa pensare di poter e dover interferire con questo magico dialogo&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><a name="_GoBack"></a>Vi ringrazio per avermi accompagnata, sostenuta, incoraggiata, consigliata, accudita.. mi avete fatto sentire forte e “capace”… ed è così che dovrebbe sentirsi ogni madre che viene al mondo con il suo bambino.</p>
<p align="JUSTIFY">Questo piccolo regalo (fatto “letteralmente” con le mie mani…e si vede!!) è più che altro un simbolo.. mi piacerebbe che indossandolo provaste anche solo per un attimo ciò che voi regalate ad ogni donna: calore, accoglienza e dedizione..</p>
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		<title>Il parto di chiara</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 17:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; il 26 giugno del 2014, ero alla mia 41esima settimana di Elisabetta. Sono andata la mattina molto presto per il monitoraggio all&#8217;Ospedale Grassi di Ostia. Come tutte le altre volte, le contrazioni erano molto incostanti e deboli. La ginecologa della stanza monitoraggi chiama la ginecologa di turno e le spiega la situazione: poche contrazioni, ... <a class="more-link" href="https://www.ostetricagiulia.it/parto-chiara/">[Read more...]</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; il 26 giugno del 2014, ero alla mia 41esima settimana di Elisabetta. Sono andata la mattina molto presto per il monitoraggio all&#8217;Ospedale Grassi di Ostia. Come tutte le altre volte, le contrazioni erano molto incostanti e deboli. La ginecologa della stanza monitoraggi chiama la ginecologa di turno e le spiega la situazione: poche contrazioni, 41esima settimana, testolina ancora alta, tanto liquido e bambina grossa.<span id="more-1280"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La ginecologa mi propone di fare una induzione, ma io memore del primo parto tragico con induzione mi rifiuto e dico che non voglio costringere mia figlia a nascere prima del tempo. D&#8217;altronde pensavo che il momento dovesse arrivare con naturalezza ed sarebbe stato tutto inutile accellerare i tempi. Allora la ginecologa mi propone una specie di &#8220;accelleratore&#8221; delle contrazioni, ossia una rottura manuale delle membrane (&#8220;la manovra&#8221;). Io ci sono stata. Non potete capire che male allucinante!! Uscita dalla sala piangevo e tremavo ancora per il dolore e per la tensione. il pomeriggio iniziai a perdere sangue ed ad avere delle contrazioni. Sentivo che stava arrivando il momento. La sera con mio marito abbiamo cercato di accellerare un pò la dilatazione e le contazioni (&#8230;voi sapete come&#8230;emh..). La notte ho dormito abbastanza bene anche se mi svegliavo per andare in bagno. La mattina seguente però le contrazioni vere erano arrivate. Mio marito accompagnò il piccolo dai nonni e andò al lavoro in attesa che io lo chiamassi per farmi venire a prendere. STAVO SOLA! FINALMENTE SOLA! IO E LA MIA BAMBINA! Per tutta la mattina ho camminato per casa, ho ascoltato della musica, ho fatto lughe doccie calde (fantastiche!!!!!). Mi sono goduta ogni singolo istante, ogni singolo respiro, ogni contrazione e ogni riposo. Ero feliccissima anche se stavo soffrendo perchè stavo da sola, rilassata e avevo tutta la situazione sotto controllo. Alle 14.00 ho sentito che le contrazioni erano sempre più ravvicinate e forti. Ho chiamato allora mio marito e gli ho detto che c&#8217;eravamo! Il viaggio in macchina verso l&#8217;ospedale è stato il più traumatico perchè ogni buca era come un pugno in pancia. Arrivate al pronto soccorso ostetrico mi fanno entrare e mi visitano: ero già di 7-8 cm!!! &#8220;Ma signora, lei non mi sembra una che deve partorire!&#8221;  mi disse un&#8217;ostetrica. Dentro di me sapevo infatti che stavo così serena perchè avevo vissuto bene la prima parte del travaglio! Alle 18.00 fanno entrare mio marito e mi agganciano il monitoraggio. Ci siamo fatti un sacco di chiacchierate e tante risate tra una contrazione e l&#8217;altra: è stato un momento bello e intimo. Alle 19.45 mi rompono il sacco per accellerare l&#8217;espulsione. Dal quel momento è stato vero dolore. Sentivo delle spinte fortissime come se dovessi andare al bagno. Chiesi all&#8217;ostetrica che mi stava seguendo di rimane in piedi e di partorire così. Lei mi fece adottare una posizione altrettanto efficace ma che le permettesse di operare: sul lettino ma in ginocchio con le gambe sollevate. Ho sentito negli ultimi venti minuti un fuoco e un bruciore mai sentiti in tutta la mia vita, tanto da urlare a mio marito a cui stringevo la mano: &#8220;Brucia!! Porta l&#8217;acqua!!!&#8221;. Alle 20.45 finalmente Elisabetta viene al mondo! 3.890 gr di pupa! E senza epidurale!!! Mi sentivo veramente fiera di me! Ero riuscita a partorire naturalmente! Avrei voluto subito farne un altro, per rivivere quello splendido momento in cui vedi per la prima volta tua figlia e capisci che l&#8217;amerai per sempre&#8230;.ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;.</p>
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		<title>Il parto di Francesca</title>
		<link>https://www.ostetricagiulia.it/parto-francesca/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 21:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco come nasce una coccinella&#8230;Sofia! E’ lunedì 21 giugno, e sono scaduta almeno da 4 giorni! Eh si, perché la data presunta oscilla tra il ciclo mestruale mancato (che all’inizio ricordavo in maniera sbagliata) e le misure prese con le prime ecografie, secondo le quali il mio bebè dovrebbe avere come data presunta il 14 ... <a class="more-link" href="https://www.ostetricagiulia.it/parto-francesca/">[Read more...]</a></p>
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<div style="text-align: justify;">Ecco come nasce una coccinella&#8230;Sofia!<br />
E’ lunedì 21 giugno, e sono scaduta almeno da 4 giorni! Eh si, perché la data presunta oscilla tra il ciclo mestruale mancato (che all’inizio ricordavo in maniera sbagliata) e le misure prese con le prime ecografie, secondo le quali il mio bebè dovrebbe avere come data presunta il 14 giugno (e quindi sono scadutissima!).Vado a fare l’ennesimo monitoraggio, sempre facendomi 2 ore di macchina (quando va bene una e mezza) arrivo speranzosa, ma niente, la mia piccina sta bene dove sta, penso! La mia ginecologa mi visita e decreta: pancia ancora alta, liquido nella norma, collo chiuso, si torna mercoledì e se non succede niente, giovedì si passa all’induzione.<br />
Io penso: &#8220;no l’induzione no! Non voglio sfrattare mia figlia se lei non vuole uscire!&#8221; Ho il terrore che si concluda in cesareo come la maggior parte delle induzioni e penso che non ho nessuno che mi aiuti a casa e non posso permettermi di stare male a lungo…<span id="more-1276"></span><br />
La gine consiglia: sesso e camminate…. La prendo in parola e cammino tantissimo, mi faccio 7 Km (che per me, abituata, non sono nemmeno molti).<br />
Il giorno seguente, alle 5 del mattino ricevo un sms della mia gemella di panza (una ragazza che ho conosciuto qui sul forum e con la quale ho proprio tanto in comune) che mi dice che ha rotto le acque… io le scrivo che ho le contrazioni, sono leggere ma puntuali, ogni 5 minuti!<br />
Lei mi manda i suoi “ in bocca al lupo” e restiamo in contatto! Intanto, alle 8:00 si sveglia il mio compagno e mi vede “strana”, c’è anche mia madre (io sono rimasta sveglia dalle 5) e mi chiedono cosa ho… io confesso che ho le contrazioni, dalle 5, e sono regolari… il socio tra un po’ sviene! Stava andando a lavoro, e io non sono sicura che siano quelle giuste, non so cosa fare, mia madre decide per me: andiamo in ospedale!<br />
Ok, ci mettiamo in macchina, e il socio perde proprio le staffe quando gli dico che sono regolari ogni 4 minuti! C’è un caos esagerato sul raccordo, e così decide di uscire e passare per il centro (siamo a Roma) e mi costringe a mettere fuori il fazzoletto, altrimenti non ci arriviamo in tempo così lontano!<br />
Tra macchine che si spostano a forza, clacson e corse folli, a un certo punto dico al socio:<br />
“O vai più piano o all’ospedale non ci arriviamo” e confesso che il braccio mi pesa, a tenere il fazzoletto, per cui lo metto via… tanto non c’è fretta (spero).<br />
Arriviamo finalmente all’ospedale, sono le 10:30, mi visitano, io continuo a dire che non sono sicura siano quelle giuste, e invece, finalmente mi dicono che mi ricoverano, sono dilatata di 3 cm!<br />
Mi portano in camera e mi viene da piangere, sono felice: la mia bambina ha scelto di arrivare, l’ha deciso lei, e non è stata sfrattata! Mi dicono che in giornata sarò mamma… le lacrime le trattengo a stento, sorrido! Sono la più strana tra le partorienti e le ostetriche non si capacitano: ho le contrazioni regolari e rido, rido di gusto… son proprio felice!<br />
Ogni tanto mi controllano la dilatazione, che continua bene, ma il posto in sala travaglio/parto non c’è e quindi resto in camera, peccato che alle 13:00 fanno uscire mamma e socio e resto sola (la mia compagna di stanza sta travagliando), anche se mi fanno pranzare ma poca roba.Verso le 14:30 finalmente mi portano in sala travaglio/parto, sono dilatata di 6 cm e continuano a monitorarmi… continuamente mi chiedono se voglio l’epidurale, ma io sono stoica, ho deciso di non fare nulla, voglio provare la sensazione del parto fino in fondo! Cammino col socio che ormai è tutto in verde, quando arriva la contrazione forte mi fermo e mi appoggio a lui, e poi ricomincio a camminare, e così facendo riesco a sopportare bene tutto, e sorrido ancora! Arrivo così a dilatazione completa, ma le acque sono ancora intatte!<br />
<strong>L’ostetrica ogni tanto mi fa sdraiare per il monitoraggio, ma sento molto più dolore sdraiata, io voglio camminare!</strong></p>
<p>Mi rompe il sacco, e non è contenta… ma è vaga, dice solo “poteva andare meglio”… io mi spavento, chiedo al socio di guardare, lui non capisce bene, dice solo che il liquido è un po’ rosa (ma ci credo, avevo già perso sangue), ma forse è la quantità che non ispira… non lo so!<br />
<strong>Sono le 17, l’ostetrica quando arriva il ginecologo gli dice “lei tra pochissimo partorisce”… ma si sbaglia… la testina è giù e la toccano, ma io non sento nessun impulso a spingere.</strong> Lei mi urla di spingere come se facessi la cacca, ma io ho dolori fortissimi e solo voglia di fare pipì!<br />
Mi arrabbio un po’ e mi lasciano andare in bagno (mi alzo e tra un po’ strappo tutte le cinghie del monitoraggio), ma non mi esce nulla, è solo sensazione… il socio mi sorregge, e devo dire che è stoico, a lui fa impressione il sangue eppure mi rimane vicino.<br />
<strong>Torniamo in sala, c’è anche il ginecologo… mi diconodi spingere quando arriva la contrazione, io spingo ma non succede nulla!</strong></p>
<p>Il gine prova a salirmi sulla pancia (<a title="La manovra di Kristeller" href="http://www.ostetricagiulia.it/la-manovra-di-kristeller/">kristeller</a>) e spingere anche lui, ma non ci si trova… io continuamente chiedo scusa a tutti e aiuto (il socio confesserà poi che, se non fossi stata di colore rosso paonazzo e la situazione alquanto drammatica, ero divertentissima con le frasi che tiravo fuori).<br />
Chiedo l’epidurale, anche se non ha senso e lo sanno tutti (alla fine imploravo qualsiasi cosa), arriva una marea di gente al mio capezzale: l’anestesista, il pediatra, un’altra ostetrica.<br />
<strong>Sono le 17:45 e il gine attacca la ventosa alla testina della mia bimba, la prima ostetrica mi rasa mentre la seconda ostetrica tira fuori una specie di catena per fare forza sulla mia pancia e proviamo ancora a spingere tutti insieme: niente, a parte un urlo fortissimo, il mio!</strong><br />
Il gine sbianca in viso, dice: “questa è l’ultima spinta, poi se non esce cesareo d’urgenza!” e io penso “No, cesareo no!”, all’arrivo della contrazione di nuovo siamo in tre a spingere, e io urlo fortissimo “Esciiiii!!!!” mentre la prima ostetrica fa un taglio profondo ed ecco, la sento, esce!!!! Sono le 17:47 e lei non piange, e nemmeno io piango, io rido, rido di gusto! Sono orgogliosa e penso: “ce l’ho fatta, è uscita. Ce l’ho fatta!!!” e poi “Sembra un coniglio”.<br />
Tutti spariscono uscendo dalla sala per lavarla, non rimane nessuno con me… che sono aperta come una cozza… e finalmente la sento che urla, la mia bambina!<br />
Tornano indietro, e la prima ostetrica che mi ha seguito per tutto il travaglio mi dice che, siccome sono tanto tagliata, ho bisogno di essere cucita in sala operatoria con anestesia totale… io acconsento, però la mia bimba non l’ho vista per niente! Me la portano un secondo… è bellissima! Ha delle macchioline rosse sugli occhietti e sembra un po’ stranita, piccina, ma è bellissima e mi somiglia! Siiii!!!!!!<br />
Chiedo quanto pesa: 3,770 Kg per 50 cm di lunghezza; chiedo l&#8217;apgar e il socio va a chiedere al pediatra fuori che piacevolmente gli dice 8 e poi dopo 5 minuti 9.</p>
<p>Il socio è stralunato, felice, va con la bambina mentre io vengo portata in sala operatoria, e mentre sono in ascensore con gli infermieri chiedo se potrò cenare, ho fame! Mentendo mi dicono di si!<br />
Quando ritorno in me… sono passate le 19:30, sono in camera e ci sono il socio e mia madre, ma sinceramente non ricordo bene cosa ci siamo detti, so solo che alle 21 mi portano la mia piccola! Anche il socio la guarda e pensa che mi assomiglia, è bellissima proprio come la sua mamma (consentitemi!).<br />
Non riesco a muovermi bene, ho anche il catetere, però finalmente posso annusarla, sentire il suo tepore e darle il mio… l’attacco al seno e siamo una cosa sola eppure siamo due, e penso che ce l’ho fatta, sono una mamma anche io e l’amo già tantissimo!</p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La Storia di Sonia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jul 2014 20:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ciao sono Sonia e sono mamma da 7 mesi di Giordano. la nostra storia insieme inizia a marzo del 2013 quando scopro di essere incinta. La gravidanza procede benissimo e, appena superato il primo trimestre, inizio a guardarmi intorno per quello che sarà il mio parto. inizio a cercare informazioni su internet e su gruppi ... <a class="more-link" href="https://www.ostetricagiulia.it/la-storia-di-sonia/">[Read more...]</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="La Storia di Sonia" href="http://www.ostetricagiulia.it/la-storia-di-sonia/"><img class="alignright wp-image-266" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/10555108_10203875565922574_183817270_n-225x300.jpg" alt="10555108_10203875565922574_183817270_n" width="109" height="145" /></a>Ciao sono Sonia e sono mamma da 7 mesi di Giordano.</p>
<p>la nostra storia insieme inizia a marzo del 2013 quando scopro di essere incinta.</p>
<p>La gravidanza procede benissimo e, appena superato il primo trimestre, inizio a guardarmi intorno per quello che sarà il mio parto. inizio a cercare informazioni su internet e su gruppi Facebook.</p>
<p>Mi parlano di parti naturali non medicalizzati, in uno di questi mi suggeriscono un libro che parla di tutto questo (<strong>LA GIOIA DEL PARTO</strong> di <strong>Gaskin</strong>). Dopo la lettura del libro mi innamoro dell’idea di un parto naturalissimo possibilmente in casa o in ambiente molto intimo, con poche persone&#8230; inizio a cercare “case parto” ma scopro che purtroppo sono una realtà solo del nord italia.<span id="more-115"></span></p>
<p>Per puro caso mi imbatto in un articolo di giornale che parlava di una struttura all’interno del Grassi che volevano chiudere per mancanza fondi: una casa parto “atipica” in quanto presente all’interno di un ospedale e collegata ad esso. Fortuna vuole che la struttura è funzionante, chiamo e prenoto una visita conoscitiva più o meno intorno alla 32eima settimana.</p>
<p>La gravidanza continua a gonfie vele senza nessun problema serio, combatto solo con una pressione eccessivamente bassa che però, per me, è fisiologica. Una fortuna a detta del mio ginecologo.</p>
<p>Arriva il giorno della visita alla casa <strong>Acqualuce</strong>. Ci accoglie un ostetrica gentilissima che ci parla della struttura, del suo senso e di come avviene il tutto all’interno di essa. Facciamo una visita dalla struttura e esco da li con la convinzione che quello sarà il luogo dove Giordano nascerà. Inizio con loro le pratiche per accedere al momento del parto alla struttura.</p>
<p>ultimo passaggio previsto prima del “cambio”: il certificato da parte del mio medico dove si attestava una gravidanza fisiologica regolare.</p>
<p>Questo certificato l’avrei preso durante l’ultima visita con il mio ginecologo.</p>
<p>Una sera avverto del mal di testa a livello delle tempie, per scrupolo misuro la pressione ma è stabile, più alta del mio livello normale ma comunque “normale”.</p>
<p>Questo malessere continua per tutto il giorno e si accompagna a gonfiore e alla comparsa di piccolissimi lividini&#8230; chiamo il mio ginecologo per scrupolo e mi rassicura dicendomi di non preoccuparmi, sono alla fine quasi e son tutti fastidi tipici, unico accorgimento di tenere la pressione sotto controllo e di richiamarlo se questa superava il limite di 140/90.</p>
<p>La sera con tutta tranquillità, quasi controvoglia, misuro la pressione e mi prende un colpo, il valore è superiore al limite che mi dice. Con il panico lo chiamo e mi rassicura nuovamente&#8230; un valore alto una volta non indica nulla, mi dice di tranquillizzarmi e di misurare la pressione 3/4 volte al giorno e di risentirci dopo un paio di giorni per vedere come va&#8230; quel tempo corrispondeva alla data dell’ultima visita e al rilascio del certificato.</p>
<p>Con i valori della mia pressione alla mano vado alla visita e, con rammarico, mi comunica che la pressione non va benissimo e perciò devo iniziare a assumere un farmaco per sistemarla. Il certificato naturalmente non lo rilascia ma mi dice di non preoccuparmi, conosce il responsabile della struttura e se si fosse sistemato tutto avrebbe parlato lui per farmi accedere con ritardo&#8230;.</p>
<p>Chiamo comunque la struttura e comunico quanto successo, sentendo il mio dispiacere mi spostano la visita mettendola oltre il loro tempo massimo per l’accettazione delle mamme che vogliono partorire li. Ritorno felicissima.</p>
<p>La mia felicita dura poco, arrivo a 35 settimane e la pressione peggiora. Torno dal ginecologo e mi alza il dosaggio del farmaco al massimo. Iniziamo a parlare del parto e mi dice di scordarmi il parto presso acqualuce perché rischiavo il cesareo da un momento all’altro. Ero in gestosi. Inizia un attesa snervante, fatta di visite ogni due giorni dal ginecologo con il resoconto della pressione. Il tutto si aggrava alla 36esima settimana quando compaiono le proteine nell’esame delle urine. Con quel valore mi comunica definitivamente che un parto lontano dall’ospedale era pericoloso e che anzi, andavo ricoverata o quantomeno tenuta in osservazione. Trattiamo sul ricovero e ci veniamo incontro: niente ricovero a 36 settimane ma passo sotto controllo ospedaliero nel reparto delle gravidanze sotto controllo (non mi ricordano come lo chiamano precisamente).</p>
<p>Il giorno dopo primo lunghissimo e infinito monitoraggio. Terminato la dottoressa che mi prende in incarico mi fissa gli altri monitoraggi e mi comunica che, se per il 01 dicembre non avessi partorito naturalmente, sarei stata ricoverata e indotta. Mi fissa inoltre il secondo monitoraggio il 26 novembre. Arriva quel 26 novembre, mi attaccano al monitoraggio e questo inizia a suonare ogni minuto&#8230; Mi innervosisco e l’ostetrica che era con me mi rassicura dicendomi che appena attaccata era normale che suonasse l’allarme: io ero nervosa e di conseguenza anche mio figlio, appena calmata tutto sarebbe tornato nella norma. Il monitoraggio continuava ad andare in allarme talmente tante volte che la dottoressa mi fece vedere il pulsante per disattivarlo dicendomi di premerlo ogni volta che suonava.</p>
<p>Era un concerto. Finita la visita ad una ragazza che stava monitorando con me stacca il risultato e lo porta in blocco parto. Arrivano 3 medici. Parlottano tra di loro finche non staccano il nuovo fogliettino (nel mentre questo coso continuava a suonare) e dopo l’ultimo parlottare mi comunicano di stare molto tranquilla, qull’allarme indicava i battiti del cuore di mio figlio non erano nella norma. Non potevano mandarmi a casa e così mi hanno ricoverato per ricontrollare il tutto più volte al giorno.</p>
<p>Naturalmente entro nel panico.</p>
<p>Faccio l’accettazione del ricovero e mi sistemano in una sala travaglio. Mi dicono di spogliarmi e mettermi la mia camicia da notte e che a breve sarebbe passato il medico responsabile in quel momento per discutere sul da farsi.</p>
<h3>Parto</h3>
<p>Il medico arriva e mi spiega cosa succede, mi dice che non è così pericolosa la questione ma che comunque devo “tirare fuori” il bambino il prima possibile. Mi parla dell’induzione con fettuccia, accetto. Mi comunica inoltre che il farmaco ci mette molto ad agire perciò mi consiglia di andare tranquillamente dai miei parenti fuori al blocco parto. Così faccio. Erano le 10.30 del 26 Novembre. Durante il giorno mi fanno più volte il monitoraggio ma sembra che tutto sia rientrato. la sera alle 20 mando tutti a casa dicendo di venire con molta ma molta calma il giorno dopo.</p>
<p>Durante la cena inizio ad avere fastidi alla pancia, lo comunico all’ostetrica che ogni tanto passava e mi attacca nuovamente al monitoraggio. Inizia il mio cammino al parto. La notte i dolori si fanno molto più forti. ma riesco a dormire tra una contrazione e l’altra e tra un monitoraggio e l’altro fino alle 6 di mattina quando il dolore per me è forte.</p>
<p>Di turno la notte c’è un angelo. Quell’angelo che dalle 6 alle 8 di mattina mi tiene dentro la doccia alleviandomi il dolore. Purtroppo il suo turno finisce e mi prende l’ostetrica che farà nascere Giordano (purtroppo non sarà come tutte quelle che mi son passate durante quel giorno in sala travaglio). Rifanno il monitoraggio e ritorna nuovamente a suonare l’allarme, il battito del suo cuoricino torna a far capricci. Mi comunicano che devono velocizzare per arrivare prima alla fase espulsiva perciò mi bucano il sacco e mi mettono l’ossitocina. Non resisto più dal male. Il dottore mi spiega che il forte dolore che provo è dato dal mancato corso della natura, che non ho potuto avere le classiche contrazioni preparatorie che man mano si intensificano di dolore dando pero il tempo al corpo di abbituarcisi. Le mie erano direttamente forti. Mi propone l’epidurale. Accetto. Prima pero devo arrivare a 5 cm di dilatazione. Mi visita e mi dice che si puo fare, sono a 8 cm. Faccio l’epidurale e mi riattaccano il monitoraggio. Il dolore svanisce, rimane solo il forte senso di pressione. Inizio pero a non tollerare molto l’epidurale. Mi prende la dissenteria. Con imbarazzo chiedo alla dottoressa di quel momento di staccare tutto e di mandarmi in bagno spiegandogli cosa mi stava accadendo. Molto carinamente lei acconsente, l’ostetrica no&#8230; Rimaniamo entrambe di stucco del suo poco tatto (se così si puo definire). il monitoraggio continua ad andare in allarme e dopo l’epidurale peggiora ancora di più. Il dottore responsabile mi avvisa che, se non ero pronta a partorire avrei avuto il cesareo subito. Di fatti blocca la sala per la mia urgenza. Mi rivisitano e son ferma alla situazione di prima, 8 cm. Mi rispiega tutto, aggiungendo che comunque erano passate più di 24 h dall’induzione e che rischiava il bimbo. Ero sola perché l’ostetrica non ha voluto che con me ci fosse nessuno. Presa dalla paura di far del male a mio figlio accetto il cesareo. Erano le 12 del 27 Novembre 2013. 5 minuti dopo ritorna l’anestesista e mi fa la spinale. alle 12.43 nasce Giordano.</p>
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<h2>Allattamento</h2>
<p>Appena sistemati nella camera post parto inizia il nostro viaggio nel mondo dell’allattamento. Un viaggio iniziato a rilento.</p>
<p>Appena tranquilli provo ad attaccare Giordano al seno ma non si attacca, preferisce dormire. Insisto più volte ma invano&#8230; mi dicono di non forzarlo perché è normale per i bimbi nati con cesareo preferire dormire invece di ciociare per via dell’anestesia.</p>
<p>La sera mi riportano Giordano e ancora dormiva, riprovo ad attaccarlo ma niente: il sonno continuava ad avere la meglio. Onestamente inizio ad avere qualche cedimento perché vedevo la mia compagna di camera che allattava tranquillamente.</p>
<p>Il giorno dopo riprendo Giordano al nido dell’ospedale e riproviamo ad attaccarlo ma nulla, non si attacca&#8230; provo di tutto&#8230; niente. La mia convinzione nell’allattamento vacilla vorticosamente. Improvvisamente durante la giornata Giordano scoppia (per fortuna) in un pianto fortissimo, talmente forte da attirare l’attenzione della capo infermiera del reparto, il nostro salvatore.</p>
<p>Io nel frattempo provavo ad attaccare Giordano ma nulla, vedendomi in seria difficoltà mi aiuta. Si affianca a me e mi fa vedere il modo corretto per attaccarlo; uno dei nostri primi problemi era l’attaccamento. Mi fa vedere dei trucchetti per svegliarlo e mi consiglia varie posizioni per allattare. Questa donna era considerata la iena del reparto, per noi è stata la salvezza!!!</p>
<p>Il giorno dopo le dimissioni. Mi presento al nido per prendere mio figlio e il pediatra mi dice che essendo sceso troppo vuole ricoverarlo. Mi prende lo sconforto più totale. Parlando con il pediatra viene fuori che Giordano è dimagrito di 500 gr in 3 gg, troppo per loro. Alla fine però decide di non trattenerlo, ci manda a casa con la prescrizione del latte artificiali: non potevo allattare non avevo latte e il calo forte era colpa mia.</p>
<p>Arrivo a casa scoraggiata e li i problemi diventano giganti. Giordano non si attaccava più e nella mia testa sempre le parole del pediatra: colpa mia che non avevo latte e lui piangeva perché soffriva la fame. inizio ad odiare l’allattamento. Non volevo più allattare. Ogni risveglio per me era un incubo, piangevamo in due.</p>
<p>Devo dire grazie anche a mia madre che di santa pazienza si è messa li e mi ha aiutato e confortato; ma nonostante tutto la crisi non passava ma peggiorava.</p>
<p>La settimana dopo vado in ospedale per il controllo con il pediatra, cerco quella donna e gli spiego tutto. Mi becco un cazziatone che non finisce mai e mi ordina di buttare la prescrizione del latte in polvere. Si risiede vicino a me e inizia un corso accelerato di allattamento.</p>
<p>E’ grazie a lei che allatto mio figlio da 7 mesi ormai e soprattutto senza mai avergli dato un goccio di latte artificiale!!</p>
<p>Intorno ai sei mesi inizia la nostra seconda avventura:</p>
<h2>Lo svezzamento<a href="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/10502464_10203875544162030_2009300781_n.jpg"><img class="alignleft wp-image-264 size-medium" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/10502464_10203875544162030_2009300781_n-300x224.jpg" alt="10502464_10203875544162030_2009300781_n" width="300" height="224" /></a></h2>
<p>Ammetto che ho iniziato lo svezzamento in modo quasi tradizionale. Il primo alimento che Giordano ha assaggiato è stata la frutta grattugiata. Una gioia vederlo quasi masticare e mangiare di gusto!! Intorno ai sei mesi provo ad introdurre le pappine e li il dramma: dopo i primi due cucchiaini il pianto isterico! serrava la bocca e non c’era verso di convincerlo ad aprire.</p>
<p>Provo cosi per altri giorni finche un pranzo con i miei Giordano mi fa vedere come voleva essere svezzato. Lo avevo in braccio e in un attimo afferra un pezzo di petto di pollo, lo guarda e lo porta alla bocca assaggiandolo. Non nascondo il mio terrore perché si strozzasse. Gli stacco un pezzo minuscolo, lo imbocco e mangia con gusto.</p>
<p>Cerco su internet informazioni in merito e mi imbatto nel sito dedicato all’autosvezzamento. Da qui inizia il nostro Autosvezzamento.</p>
<p>Giordano da poco più dei sei mesi mangia quello che mangiamo noi in famiglia. Sta correttamente seduto e mastica qualsiasi cosa gli si porge.</p>
<p>Inizialmente gli ho proposto il cibo come gioco lasciandolo libero di toccarlo, osservarlo, tastarlo e farci qualsiasi cosa voleva (puntualmente lo lanciava al cane). Ora invece lo porta alla bocca sempre prima osservandolo e toccandolo. Il suo piatto preferito? Bocconcini di pollo con melanzane gratinate!<img class="alignright wp-image-265 size-medium" src="http://www.ostetricagiulia.it/wp/wp-content/uploads/2014/07/10567339_10203875544122029_549069152_n-220x300.jpg" alt="10567339_10203875544122029_549069152_n" width="220" height="300" /></p>
<p>Perche ho scelto l’autosvezzamento? Sinceramente perché lo ha scelto lui. Ho lasciato fare alla sua voglia di scoprire, al suo essere pronto ad assaggiare nuove cose. Inizialmente avevo paura che si strozzasse ma con il tempo ho visto che il nostro corpo se non forzato e libero di rispettare i suoi tempi non si autolesiona ma anzi, sa sempre come cavarsela. Per me è un colpo ogni volta che lo vedo diventare rosso per lo sforzo della tosse e la mia voglia di intervenire è tanta ma so che mi devo un po trattenere perché sa da solo come aiutarsi. Colpo o colpi di tosse e tutto torna come prima.</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ostetricagiulia.it/la-storia-di-sonia/">La Storia di Sonia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.ostetricagiulia.it"> Ostetrica Giulia Andrenacci</a>.</p>
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